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Il targhino a forma di esagono finisce in soffitta sostituito da una nuova targa quadrata con un codice alfanumerico di 6 cifre. Chi ha uno scooter 50 con il vecchio contrassegno, entro il 12 febbraio 2012 dovrà mettersi a norma e immatricolare il ciclomotore per evitare le multe

Scompare il vecchio targhino dei motorini. Il Cic, il contrassegno d’identificazione del ciclomotore di forma esagonale, va in pensione, sostituito da una targa di nuova generazione. Per i proprietari di scooter e di microcar da città scatta l’obbligo di adeguarsi entro il 12 febbraio 2012, richiedendo la nuova targa e registrando il veicolo alla Motorizzazione civile. Chi non lo farà rischia multe salate, da 389 fino a 1559 euro.

Che cosa cambia. Il vecchio contrassegno, posto sui motorini venduti prima del 14 luglio 2006, non era legato al mezzo ma al proprietario, che poteva spostarlo su qualsiasi ciclomotore utilizzasse e trattenerlo in caso di vendita o rottamazione del veicolo. Lo scooter era dotato solo di un documento di circolazione (il certificato d’idoneità tecnica), che riportava numero di telaio e caratteristiche tecniche e, in caso di passaggio di proprietà, seguiva il motore senza formalità di registrazione. Un meccanismo semplice che favoriva abusi e truffe nelle compravendite, e creava difficoltà nel rintracciare i responsabili in caso di incidenti o reati. Il nuovo sistema di targatura, entrato in vigore il 14 luglio 2006, ha imposto l’obbligo della targa per i motorini messi in commercio a partire da quella data, consentendo ai ciclomotori con il targhino di continuare a circolare (si stima ce ne siano ancora 2 milioni sulle strade). D’ora in poi, invece, tutti gli scooter dovranno munirsi della nuova targa quadrata, dotata di un codice alfanumerico a 6 cifre. La targa, secondo le novità della legge n.120/10 è personale, identifica il titolare ed è abbinata a un unico veicolo, che dovrà essere immatricolato nei registri della Motorizzazione civile, la quale provvederà a rilasciare il certificato di circolazione. Tutti i passaggi di proprietà dovranno essere registrati. Se il mezzo è omologato per due persone, ed è dotato della nuova targa, si potrà anche trasportare un passeggero, purché alla guida ci sia un maggiorenne.

Le scadenze. Chi non presenta la domanda entro le scadenze previste non rischia multe, purché si procuri la nuova targa entro il 12 febbraio 2012. A partire da questa data infatti, chi circolerà ancora con il vecchio contrassegno andrà incontro a sanzioni amministrative da 389 a 1559 euro.

Le modalità di richiesta. La domanda va redatta sugli appositi modelli scaricabili anche online, allegando le ricevute di tre bollettini. Al costo della pratica di immatricolazione (9 euro da versare sul conto corrente postale 9001 a titolo di “diritti Motorizzazione”), si aggiungono le spese per acquistare la nuova targa (12,48 euro pagati sul conto corrente postale 121012, intestato “sezione Tesoreria dello Stato di Viterbo – acquisto targhe veicoli a motore”) e l’imposta di bollo (altri 29,24 euro pagati sul conto corrente postale 4028, sempre indirizzati alla Motorizzazione). L’istanza si può presentare in qualsiasi ufficio provinciale della Motorizzazione o in un’agenzia abilitata come “Centro servizi motorizzazione”, dichiarando a che titolo si dispone del veicolo: se si è proprietari, acquirenti, usufruttuari, locatari con facoltà di acquisto o acquirenti con patto di riservato dominio. Per i minorenni, la dichiarazione va firmata dai genitori o da chi ne ha la potestà. In caso di vendita del motorino, il proprietario dovrà comunicare alla Motorizzazione la sospensione della circolazione a suo nome e togliere la targa, indicando se intende conservarla o distruggerla. L’acquirente, se non ha già una targa, dovrà richiederne una nuova agli uffici della Motorizzazione presentando copia del certificato di sospensione (autenticata dal venditore con dichiarazione sostitutiva di atto notorio) e del documento d’identità del vecchio proprietario. Le targhe possono essere vendute solo dallo Stato, non dai privati, che in caso di violazione sono puniti con una multa da 1.685 a 6.741 euro.

 
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